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Le origini della pesistica si perdono nella notte dei tempi e possono essere ricondotte all’eterno desiderio dell’uomo di confrontarsi con le forze della natura, tra le quali quella di gravità rappresenta una delle espressioni più evidenti.
Già presso gli antichi Greci, il sollevamento pesi era considerato una delle attività fisiche più salutari ed era già considerato una vera e propria disciplina sportiva fine a se stessa (ad Olimpia, venne riportata alla luce una enorme pietra di quasi un quintale e mezzo di peso, la quale sarebbe stata sollevata con un solo braccio da un certo Bibbione).
Anche in epoca medievale, troviamo gare di forza imperniate sul sollevamento pesi di grossi macigni. Tuttavia è possibile parlare di pesistica vera e propria solo in tempi più recenti, quando si iniziano a fissare regole più precise per lo svolgimento delle competizioni.
La culla della pesistica moderna è proprio la vecchia Europa. Proprio a Vienna all’inizio del 1800 viene fondata la prima società di pesistica: la “Wienner Athleten”. Sia pure con vicende alterne, il sollevamento pesi vanta la sua presenza nel programma olimpico sin dalla prima edizione dei giochi, quella di Atene del 1896. Il definitivo inserimento della pesistica nel programma olimpico è del 1928.
In Italia, come in tutti i paesi Europei, la pesistica ha avuto origini nobili. Fu per iniziativa del marchese Luigi Monticelli Obizzi che nel 1890, sorse a Milano il club Atletico Milanese, che riuniva gentlemen appassionati di questa nobile e virilissima disciplina. I primi campionati Italiani vennero organizzati nel 1897 e le iniziative divennero via via sempre più consistenti e nel 1902 si giunse alla fondazione della F.A.I. (Federazione Atletica Italiana). Solo una ventina di anni più tardi nel 1920 arrivò la I.W.F. (International Weightlifting Federation).
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